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Morano Calabro


   Perla del Pollino, è uno dei 100 borghi medievali più belli 
                   d’Italia premiati dal TCI.






Ricordata col nome di Muranum nella lapide di Polla (130 a.C.), Morano fu importante Statio sulla via Consolare romana Popilia-Annia e ricordi classici sembrano essere ancora la ripartizione dei terreni agricoli delle sue campagne, correttamente delimitati da muretti a secco, che nella regolare scacchiera, ben visibile dall'alto del Castello, richiamano alla mente la Centuratio romana. 
Il paese è documentato già nell'Itinerarium Antonini del III sec. circa come Summuranum (sub Muranum). In epoca medioevale è attestato nelle RDApLC (Cassano al Jonio) per l'anno 1324 "In castro Morani". Importante luogo militare nel medioevo, difeso da un castello di epoca normanna, Morano fu ricco feudo prima di Apollonio Morano e poi di Antonello Fuscaldo. In età aragonese dei Principi Sanseverino Bisignano e poi dei Principi Spinelli di Scalea che lo terranno fino all'eversione della feudalità, nel 1807. 
           

A partire dalla metà del XIX secolo una forte corrente emigratoria, specie verso l'America del sud, ne ha decimato la popolazione che in questi anni sembra essere in lenta ma costante ripresa.

La bellezza di Morano sta nella delicata combinazione di arte e bellezze naturali: la pietra degli archi, dei torrioni, dei contrafforti, delle case abbracciate le une alle altre, si sposa con la maestà dei monti circostanti creando uno scenario davvero unico. 


                    

 

La maglia urbana, fitta e intricata, fa di Morano uno dei centri storici più suggestivi e integri dell'intera Calabria. La visione d'insieme è quella di un presepe, con le case in architettura povera degradanti verso il basso, con i tetti rossi dei coppi e il dedalo di viuzze che sale verso il Castello.    
                                                           

La scoperta di Morano può partire dalla Chiesa di S. Bernardino da Siena, un gioiello di architettura monastica quattrocentesca in stile tardo-gotico. La facciata è dominata da un bel portale ogivale in pietra gialla, mentre l'interno è mistico e severo come tutti gli ambienti francescani (l'annesso convento è stato fondato nel 1452). 

Pregevoli il soffitto ligneo a carena di nave, unico in Calabria, e il Polittico di Bartolomeo Vivarini, dipinto a Murano nel 1477, che risplende sull'altare in un balenio di ori. 



Risalendo il quartiere dei Lauri, dove vi era uno stanziamento di monaci bizantini, si raggiunge la Collegiata di S. Nicola, costituita da due corpi di fabbrica, il superiore quattrocentesco (ma di aspetto barocco per i rifacimenti tardo-settecenteschi) e l'inferiore di epoca precedente.

Dal rione S. Nicola, attraverso archi, sottopassi, viuzze e slarghi che rivelano stupendi scorci paesaggistici, si raggiunge il Castello, di origine normanna (sec. XII-XIII) e ampliato, tra il 1515 e il 1546, da architetti napoletani per conto del Principe Sanseverino che lo elesse a propria dimora.

Da lì il passo è breve per la Collegiata dei SS. Pietro e Paolo, la chiesa più antica di Morano, risalente al Mille, che oggi si presenta però totalmente ristrutturata al suo interno in chiave tardo-barocca. Dello stesso periodo, fine secolo XVIII, è l'arredo ligneo, come il coro, opera della bottega dei Fusco, valenti ebanisti locali.

Conserva al suo interno anche due statue in marmo di Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo. Altra chiesa-museo, per l'elevata concentrazione di opere d'arte, è la Collegiata di S. Maria Maddalena, con la cupola e il campanile maiolicati giallo e blu visibili da ogni parte del centro storico.

Sono da visitare, inoltre, la Chiesa di S. Maria del Carmine e, fuori dell'abitato, il Convento dei Cappuccini, con l'austero chiostro seicentesco, e i ruderi del monastero di Colloreto, immersi in un grande bosco di elci e faggi ai piedi del Pollino.

Morano è anche ricca di palazzi gentilizi, costruiti per lo più tra '700 e '800 dalle famiglie benestanti grazie alla proprietà della terra o all'esercizio delle professioni liberali. Hanno prospetti regolari e simmetrici, portali in pietra, scalinate ampie con grandi arcate, il seicentesco Palazzo Rocco, l'elegante Palazzo Salmena, Palazzo Serranù, Palazzo Scorza-Aronne, Palazzo Cozza col suo loggiato angolare, il Palazzo dei Cavalieri Marzano nel rione Giudea, con le facciate dal caratteristico colore rosso, il Palazzo Lauria col bel portale barocco, e molti altri.

Spesso bastionati sono invece i palazzi nati all'interno del nucleo medievale accorpando o sopraelevando edifici adiacenti, come il Palazzo Guaragna-Cappelli o Palazzo Coscia, sopraelevato nel 1793 su una struttura originaria del '400.

Da visitare per meglio apprezzare il percorso i musei “Il Nibbio” ed il Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                          fonte: internet